Riflessioni dopo il nostro post di ieri sulla violenza negli spazi condivisi

????Condividiamo e ringraziamo per le riflessioni di coloro che dopo il nostro post di ieri sulla violenza negli spazi condivisi ha ripensato le proprie forme di partecipazione o ha deciso di non partecipare al Festival della Letteratura. Grazie per il vostro contributo.

Potete leggerli qui ????????????
Filo Sottile
Maria Moise
Mediterranea Firenze
Potrebbe essere un'illustrazione
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UNIFI odia le donne

All’attenzione del Vicario Prof. Andrea Arnone (sostituto del Magnifico Rettore) e del Senato Accademico tutto,

Siamo studentesse, dottorande, ricercatrici, personale tecnico-amministrativo, professoresse e solidali.
Scriviamo quanto segue per denunciare il profondo livello di discriminazione che, ancora oggi, siamo costrette a constatare sia presente all’interno della nostra università.
Ci rammarichiamo di quanto nel mondo accademico, baluardo di innovazione e cambiamento, si mostri tuttora profondamente radicato quel discrimine sulla linea del genere che storicamente vede noi donne escluse da possibilità culturali e lavorative solo in quanto donne.
Il sistema accademico dovrebbe supportare e premiare le capacità di ogni singolo individuo, valorizzandone le differenze e il portato soggettivo e, in alcuni dei nostri dipartimenti, è palpabile la centralità e il valore che il corpo docenti e l’ateneo tutto danno al significato di concetti come cura. Concetto essenziale affinché il nostro percorso universitario prima e lavorativo poi non sia mera riproduzione di gesti e procedure ma, creazione di rapporti umani e professionali di valore e pienezza. Ebbene come è possibile che proprio in una delle facoltà che più incentra la formazione di studentesse e studenti sul concetto di cura come è quella di Infermieristica, non vi sia alcuna cura nei confronti delle studentesse stesse che la frequentano e, allo stesso tempo, affrontano la maternità? Sì, perché all’oggi essere iscritta a infermieristica a Firenze e portare avanti una gravidanza vuol dire perdere all’incirca un anno e mezzo, se non di più, su un percorso di studi di 3 anni complessivi. Le studentesse vengono punite con il blocco del tirocinio dall’inizio della gravidanza al conseguimento del settimo mese di vita del nascituro e là dove avessero già iniziato a svolgere il monte ore annuale quelle ore effettuate vengono addirittura perse. Questo di fatto blocca la possibilità di frequentare lezioni o dare esami nel semestre o nell’anno successivo.
Non stiamo parlando di un congelamento della didattica ma di una vera e propria espulsione dal mondo accademico che comporta alla studentessa in questione di ritrovarsi matematicamente fuori corso e, là dove è presente, l’automatica perdita della borsa di studio.
Non possiamo continuare a tollerare in silenzio le pressioni che subiamo dal mondo accademico-professionale, che vorrebbero costringerci a scegliere fra diritto allo studio e diritto alla maternità e siamo sconcertate di fronte all’evidenza che, presso il dipartimento di infermieristica, veniamo addirittura punite per il solo fatto di essere donne. Analoghe imposizioni non si riversano sui nostri colleghi maschi quando scelgono la paternità e non vediamo quindi come mai dovremmo continuare a subirle noi.
Non stiamo chiedendo semplificazioni, comprendiamo a pieno la centralità delle ore di tirocinio in una facoltà altamente professionalizzante come quella di infermieristica ma chiediamo soluzioni concrete e immediate affinché la maternità non comporti un’espulsione totale dal mondo accademico. Basterebbero poche accortezze: preservare le ore di tirocinio già effettuate, permettere il completamento del monte ore a partire dal terzo mese di vita del neonato, permettere di seguire le lezioni e di dare esami prima che il tirocinio sia completato, togliere l’obbligo di frequenza alle lezioni dall’ottavo mese di gravidanza al terzo mese di vita del bambino.
Chiediamo quindi a Università degli Studi di Firenze che si applichi immediatamente con deroga speciale quanto richiesto e che, quando si riuniranno gli organi di competenza, si tramuti questa deroga d’emergenza in regolamento standard.
La maternità non è una colpa ma una libera scelta che riguarda solo la donna che la intraprende. Non è possibile continuare a punire le studentesse di infermieristica per questo.

#ilcorpoèmioedecidoio
#FuoriISessistiDaUnifi
#unifiprendiposizione
#UnifiOdiaLeDonne

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Denuncia contro il sessismo nei Movimenti

Come Non Una di Meno denunciamo pubblicamente la sesta edizione del Festival di Letteratura sociale che si tiene presso LaPolveriera SpazioComune di Firenze.

Come movimento transfemminista, come donne, soggettività lgbtqi+ e precarie riteniamo inaccettabile che proprio La Polveriera ospiti una quattro giorni di dibattiti, concerti, performances a tema, tra gli altri, femminista e di genere, quando proprio questo spazio si è di fatto rifiutato di gestire un pesantissimo episodio di violenza machista avvenuto per mano di un così detto “compagno” della sua assemblea.
Denunciamo Il Festival di Letteratura Sociale perché riteniamo che la violenza degli uomini contro le donne e di genere sia un fatto politico e collettivo, che non possa essere nascosto sotto al tappeto, o peggio silenziato e minimizzato.
Denunciamo questo Festival perché pensiamo che gli spazi più sicuri si costruiscono anche iniziando a rompere certe dinamiche personaliste e da comunità terribile che spesso seguono agli episodi di violenza e di sessismo negli spazi e nei movimenti, dinamiche che sempre più spesso tutelano e giustificano l’uomo violento e non la donna che la violenza l’ha subita.
Denunciamo questo Festival e invitiamo tutt* a farlo per costruire uno spazio di sorellanza e di forza, in cui sia finalmente possibile parlare e nominare le violenze subite, senza giudizio e senza ricatto, non più sotto voce ma finalmente alla luce del sole.

Denunciamo questo Festival perché gli slogan “Sorella io ti credo” e “Sorella non sei sola” prendano vita e energia.

 

 

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Il Corriere della Sera odia le donne

Sinceramente, ancora ci stupiamo che le donne trovino difficile denunciare o anche solo nominare una violenza subita? Le parole, gli aggettivi e lo stile dell’articolo uscito a firma Giusi Fasano sulle pagine del Corriere della Sera ben rappresentano alcuni dei motivi per cui a moltissime violenze non seguono altrettante denunce. Con dovizia di particolari morbosi e con frasi ambigue che spesso mettono in dubbio la stessa credibilità della donna che ha denunciato, oggi il Corriere ha dato il peggio di sé, dimostrando ancora una volta che in questo paese c’è un problema di narrazione distorta e tossica dei fatti di violenza, una narrazione che punta l’obiettivo sulla vittima e non sull’uomo violento, sul fatto particolare e non sulla cultura dello stupro da cui scaturisce la violenza, riprodotta, come se non bastasse, da articoli come questi.

Quando denunciamo una violenza non veniamo sistematicamente credute e tutelate, anzi finiamo direttamente sul banco degli imputati in tribunale e, se il violento di turno è famoso, veniamo schiaffate in prima pagina così che chiunque possa dire la sua, esprimere il suo giudizio sulla nostra storia, mettere in dubbio le nostre parole, dare la colpa a noi.

Non ci stancheremo mai di ripetere che NO È NO sempre, anche se in un primo momento abbiamo detto sì, anche se abbiamo scelto di bere, anche se soprattutto non abbiamo urlato no, anche se non abbiamo detto no in modo chiaro e verbale.

Troviamo inaccettabili e violente le parole usate dal Corriere ma anche dagli stessi magistrati, frasi che rinnovano la violenza colpevolizzando la stessa ragazza di “essersela andata a cercare” perché “i maschietti a volte sono un po’ così”, e che quindi ci sta che al posto di divertirti tu possa essere anche stuprata.

Ci stringiamo invece intorno alla ragazza che ha trovato la forza di denunciare Ciro Grillo per stupro.

Sorella noi ti crediamo, sorella non sei sola!
Corriere della Sera vergogna!

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Di cosa ha paura chi l’ha fatto?

È dall’otto Marzo che abbiamo iniziato ad appendere lucchetti e panuelo, ognuno con su scritto nome, cognome e data di morte delle vittime di femminicidio. Piazza Santissima Annunziata è da allora Piazza Non Una di Meno.

Ogni 8 del mese ci ritroviamo li, davanti alla fontana, per ricordare queste donne, sorelle che hanno pagato con la vita la loro volontà di autodeterminazione e libertà. Ieri abbiamo dovuto constatare che non è rimasto un solo panuelo e ci chiediamo chi può avere deciso di strapparli e buttarli via. Di cosa abbia paura chi l’ha fatto? Sempre ammesso che avesse idea del significato, crede davvero basti togliere dei panueli per negare una realtà che ci opprime e alla quale ci ribelliamo con forza e determinazione? Perché si possono strappare panueli ma non la nostra rabbia e dolore e forza nel gridare basta!

Ci vogliamo vive!????????????

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Rito di sorellanza 8 Maggio 2021

Oggi in Piazza Non Una Meno ( già Piazza Santissima Annunziata) per il rito di sorellanza nel ricordo delle donne vittime di femminicidio, un elenco ogni giorno più lungo Siamo e saremo lì per urlare la nostra rabbia e la nostra determinazione nel voler cambiare le cose.

Non una, non una di meno✊????

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Rito di sorellanza 8 Maggio 2021

 

Oggi in Piazza Non Una di Meno ( già Piazza Santissima Annunziata) per il rito di sorellanza nel ricordo delle donne vittime di femminicidio, un elenco ogni giorno più lungo

Siamo e saremo lì per urlare la nostra rabbia e la nostra determinazione nel voler cambiare le cose.

Non una, non una di meno✊????

 

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Rito di sorellanza

L”8 marzo durante la giornata dello Sciopero delle Donne a Firenze la Piazza Santissima Annunziata è stata rinominata Piazza Non una di meno e abbiano deciso di ricordare ogni vittima di femminicidio posando un lucchetto e un panuelo con il nome della vittima nella fontana dei Mostri Marini, quella posta a destra della Piazza????

Per dare modo di partecipare al rito a più persone abbiamo deciso di incontrarci ogni giorno 8 del mese alle ore 18.00 per ricordare le donne che non sono riuscite a salvarsi dai propri mariti, compagni, ex . Ci ritroviamo li con rabbia e dolore, per non dimenticarle, per dare un segno.tangibile di quanto questo orrore è perpetrato e per gridare il nostro basta femminicidi, ci vogliamo libere, ci vogliamo vive❗

Vi aspettiamo sabato 8 maggio.????

Non una di meno Firenze
Non una di meno

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Presidio di fronte al tribunale per Martina Rossi

Ci siamo ritrovate davanti al Tribunale di Firenze per la sentenza per la morte di Martina Rossi.

Una sentenza che arriva dopo 10 anni, dalla sua morte avvenuta per sfuggire ad uno stupro di gruppo, una sentenza che deve rendere giustizia ai genitori, agli amici a tutte le donne che spesso questo sistema patriarcale da vittime le fa diventare accusate.

Non solo il tentativo di stupro ci fu, ma – secondo i giudici della corte d’Appello di Firenze – è stata quella la causa della morte di Martina Rossi, precipitata da un balcone a Palma di Mallorca nel 2011 nel tentativo di sottrarsi a una violenza sessuale.
Quello che la mamma Franca e papà Bruno hanno sempre sostenuto e per il quale si sono battuti fino alla sentenza.
Toccanti le loro parole:
“Per quanto la pena possa sembrare bassa, siamo convinti che anche Martina sarebbe contenta, perché questa sentenza riconosce che nostra figlia è stata ammazzata, non è morta per un gioco” hanno detto i genitori. “Il nostro stato d’animo è sopra il cielo: con questa sentenza ci sembra di aver recuperato l’affetto di nostra figlia, la sentiamo di nuovo al nostro fianco. Pur nel dolore immenso che portiamo nel cuore, la nostra lunga battaglia lunga dieci ani non è stata inutile.”

Il nostro compito come Non una di meno Firenze non si esaurisce qui, staremo attente che l’iter processuale continui

Se toccano una toccano tutte.

Siamo e saremo il grido altissimo e feroce di tutte quelle donne che più non hanno voce.

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Passeggiata a Fontesanta Partigiane di ieri e di oggi, letture e cori

Testimonianze della vita durante la Resistenza e lettura delle lettere delle condannate a morte #25aprile ci siamo ritrovatə a Fonte Santa luogo storico della Resistenza e della Liberazione. Passeggiata???? transfemminista ricordiamo le Partigiane di ieri e di oggi. Non cè Antifascismo senza Femminismo!

 

Canti della Resistenza #25aprile ci siamo ritrovatə a Fonte Santa luogo storico della Resistenza e della Liberazione. Passeggiata???? transfemminista ricordiamo le Partigiane di ieri e di oggi. Non cè Antifascismo senza Femminismo!

 

 

 

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